ALYSI 107356P7229 Abito Donna Giallo 42

La Filosofia e i suoi eroi

FeelinGirl Corsetto Donna Beige mit 6 Haken

Interesse nazionale

 


TONELLO Giacca Donna Size 48 Grigio Cotone Lana
Under Armour Polo Donna White/white
Coprispalle Elegante Corto Cerimonia Eco Pelle Finta Pelle Bolerò Manica Lunga Donna Over Ragazza Taglie Grandi Nero
Eterna long sleeve Shirt SLIM FIT Herringbone uni Blu
Merry Style Breve Accappatoio in velluto con cappuccio per donna Betty Muster07
Donne Abito Da Sera Senza Maniche Abiti Da Cocktail Spiaggia Vestiti Lunghi Giallo Verde
Forever Dreaming Camicia da notte Donna Grey
Missdressy Vestito linea ad a Donna Anguria 40
DONNA MANICA CORTA ESTATE poli cotone tradizionale Camicia da Notte Da Notte camicie da notte Floreale
Yiiquan Donna Sport Pantaloni di Stampa Running Yoga Athletic Leggings Palestra Slim Fit Blu
BEAULOOK Maglia a manica lunga Donna White
Sunvary pieghe volant Bling Sash 2015 damigella d onore abiti chiffon abiti da sera
HKdiy Driver picks the music Custom Mens Classic Hoodie White
Craghoppers NosiLife Pantaloni accorciabili repellenti agli insetti Donna Platinum
HJL Completi Indumenti da notte Rayon NylonSexy Retrò Jacquard , purple , onesize purple
Quiz, Prom Dress Donna White
Yeesea Donna Maglietta Camicetta Cotone Casual Maniche Corte TShirt Tops Bianco
Happy Mama Donna Abito elasticizzato prémaman elegante vestito con tasca 806p Cioccolato
Tom TailorPantaloni da donna Marrone
Joma Combi, Maglietta Unisex Adulto Nero
Tshirt donna manica corta in cotone PAULO DYBALA calcio juventus Bianco
CHENGYANG Donna Vestaglie Scollo a V Kimono Corto Raso Pavone e Fiore Pigiama Camicia da Notte Scuro Verde
TRIUMPH CAMICIA DA NOTTE CLASSIC 10651 NDK Azzurro
Jogging Superdry m70001 X MF1 Nero
Missord Tuta Sera Senza maniche donna White
Nlife Camicia donna Black
Meaneor impermeabile cappuccio donna manica lunga casual Hooded Jacket Blu
Only, Tank Top Donna Blu Night Ske
LaoZan Donne Chiffon Canotte Senza Maniche Vest Girocollo Gilet Nero 3XL Bianco
Tim and Ted È così che mi rotolo divertente Geeky Math disegno stampato Fisica della novità TShirt Da Donna
Timezone New Millatz Chino Pants Incl Belt, Pantaloni da donna Blu Blau fresh mint 3487
Anita Rosa Faia Twin Brief Anthracite
Optimum TackleBoxer intimo da uomo, taglia 28, colore bordeaux
ivyd ressing Donna Pizzo Nuovo sera vestiti lunghi vestiti da ballo tulle Band blu royal
Herno Giacca Blu Fligth Men MOD GA0038U13220
Blee Klum VAUTE Giacca da donna, taglia large 52, Bianco

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

Msgm Jeans Donna 2441MDP46LX18429382 Cotone Azzurro

Blog di Diego Fusaro

Bikini Donne Italily Costume da bagno imbottito in bikini imbottito Rosso

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Donna Ricamato Bolero Lavorato A Maglia Bottoni Scialle Cardigan Con Manica Lunga Rosso

B074KV7MWK

Donna Ricamato Bolero Lavorato A Maglia Bottoni Scialle Cardigan Con Manica Lunga Rosso

Donna Ricamato Bolero Lavorato A Maglia Bottoni Scialle Cardigan Con Manica Lunga Rosso
  • Tessuto leggero e morbido elasticizzato per essere comoda tutto il giorno.
  • Scollatura a V Bottoni davanti Cardigan tagliato.
  • Miscela di Cotone
  • Perfetto per primavera e autunno
  • Ottimo per eventi informali ufficio scuola vacanze e altre occasioni.
  • Cardigan con chiusura a bottoni sta bene con camicie
Donna Ricamato Bolero Lavorato A Maglia Bottoni Scialle Cardigan Con Manica Lunga Rosso

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]