Moda Scoperta Neck Raw Fondo Distressed Destroyed Broken Ripped Holes Hole a Maniche Corte TShirt Maglietta Tee Top rosa Rosa

La Filosofia e i suoi eroi

Brunello Cucinelli Vestito Donna nero Multicolore cotone S IT

Interesse nazionale

 


Bovake Tankini Donna Blue
Eterna Mode GmbH Camicia Uomo Bianco
CODELLO Poncho donna Grigio chiaro
Donne Camicetta,EUZeo Donna Manica Lunga Scollo a V Solido Pizzo Design Casual Camicetta Top White
Uhlsport – Match Training, limonen gelb/schwarz
Just Hoods College Felpa Giada
Kangaroos Giacca sportiva Collo mao Maniche lunghe Donna Blau
Antiscivolo, reggiseno senza spalline, invisibile, assemblato, sezione sottile, una mezza tazza indietro senza tracce di lingerie da sposa Black Lace
Modo di svago sportivo casa Pure Color da notte semplici di colore solido pantaloni a maniche lunghe maglione di cotone casuale Home Abbigliamento Suite Pigiama colore Rosso , dimensioni XXL Rosso
Ogni giorno Sakkas Essentials Caftano Dress Tank / Cover Up Giallo
Joint In A Hand Smoking Tshirt senza maniche da donna
Zhuhaitf Attractive Design Confortevole Womens Maternity Bras Postpartum with Breastfeeding Before Buckle Purple
ZKOO Donne Yoga,Danza,Sport Tempo Libero Larghi Pantaloni Comodi Larghi Del Piedino Corno Di Moda Per Rosa 2
TSHIRT CITY HUNTER 2CARTOON by MUSH Dress Your Style
Le donne harem pants pantaloni di svago luce estiva Harem bloomers spiaggia bottino Jeggings Marina
TOSKANA BRAUT Vestito linea ad a Donna Vert Mint Gruen
Leader of the Beauty Abito Uomo Style 1
Donna Tank Top maglietta con spalline, schiena da lottatore, racerback, maglietta da donna, taglia 34/36/38 colore Nero
anar kali Canotta donna Wet Look
Cornette Pigiama per Donna 679 2016 Melange Scuro/Grafite
avvolgere resortwear coprire sarong gonna donne costume da bagno pareo beachwear di bagno dello swimwear vestito Alba Arancione 1
CHENGYANG Donna Maglione Invernale Maglia Vestito Corto Elegante Casual Maniche Lunghe Abiti Luce Grigio
MD Shapewear Body Shaper Mädchen Slip Shaping Underwear Body Shape Unterwäsche Rosso anguria
JAEDEN Donne Chiffon Alinea Abito da ballo Lungo Pizzo Abito da damigella donore Abito da sera Vestito da festa Verde
MUSH Felpa Segno Zodiacale Cinese Serpente Dress Your Style Bianca
Amy Winehouse All Star Converse Logo Womens Hooded Sweatshirt Navy blue
GUESS JEANS W73I80K5Y70 CANOTTA Donna GRIGIO M94
Vestito Donna JLTPH Sexy Off Shoulder Lace Cocktail Party Club Sciolto Mini Vestito Abito color1
Emma Giovanni Maglie a Manica Lunga Donna BordeauxbeigeGrigio
Lautunno E Linverno Ricami Di Fiori Girocollo Manica Lunga Nero Bianco Colore Solido Felpa Black
Custom Womens Hooded Design Aye Aye Sir Panda Hoodies Green
Helly Hansen Squamish Cis Giacca Grigio Ebano
YACUN Le Donne 3 / 4 Manica Alto Basso Swing Party Vestito Di Pizzo Blue
Pinewood Gilet Tiveden Verde Khaki chiaro
Heheja Donne Vita Alta Gonna di Jeans A Pieghe Con Frontale Bottone Eleganti Gonne Jeans Chiaro Blu
Champion Polo Uomo Grenat/blanc

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

PUMA, Maglietta Uomo Esquadra 1/4 Zip Giallo Team Yellow/Black

Blog di Diego Fusaro

Adidas Strappy New Reggiseno Sportivo Black

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Vera Mont, Vestito Elegante Donna Rot Summer Red 4141

B0748HNX4K

Vera Mont, Vestito Elegante Donna Rot (Summer Red 4141)

Vera Mont, Vestito Elegante Donna Rot (Summer Red 4141)
  • 100% Poliestere
  • Lavare a secco
  • Manica a 3/4
  • Sera
Vera Mont, Vestito Elegante Donna Rot (Summer Red 4141)

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]