ESPRIT Collection Vestaglia Donna Nero Black

La Filosofia e i suoi eroi


HAPPY PEOPLE PIGIAMA DONNA 100 CHRISTMAS XSMALL
Italian Fashion IF Vestaglia per Donna Sami Rosa
Ecko Unltd skira Herren uebergangsjacke esk04181 Blu/Navy ESK04181Red/Black
Zhuhaitf disegno superiore Mens SingleBreasted Button Down Slim Fit Suit Vest Waistcoat Black
Comedy Shirts DANCING SKELETON Uomo Hoodie cappuccio sweater taglia SXXL different colors blu navy / rosso
Loungeable Boutique lungo in pile accappatoio da donna morbido accappatoio Red
2x1 rib tank top Bella Canvas Streetwear Canotta Donna Turquoise
JOTHIN 2017 Donna Autunno Casual set Termico Larghi Corea zip Felpe con cappuccio Pantaloni 2 Pezzi Manica lunga Sport Giacca Skinny Calzoni due parti Nero
United Colors of Benetton Sweater L/S, Felpa Sportiva Uomo Grigio Grey
DC Shoes Felpa Rebel, Uomo Varsity Blue
Tom Tailor Striped VNeck Longlsleeve, Maglia a Maniche Lunghe Donna Blu Real Navy Blue 6593
Gonna Lunga Di Lana Invernale Per Le Donne Vintage Elastic Waist Swing Svasato In Vita Multicolore Blue
TOSKANA BRAUT Vestito linea ad a Donna viola 36
ivyd ressing Donna romantica a pietre di linea girocollo Rueckenfrei Abito del partito Prom abito Fest vestito abito da sera Avorio
oodji Ultra Donna Camicetta Dritta con Decorazione su Colletto Blu 7500N
Cocohot Donna Chiusura Frontale Pizzo Push Up Seamless Reggiseno Viola
Billabong Tri Unity, manica corta Surfwear Forest
TOSKANA BRAUT Vestito linea ad a Donna viola 40
Lucky Camicia da notte estiva a maniche corte, stampa floreale, taglie 3XL6XL, in jersey, toni pastello Arancione
LEVIS Jeans Levis Donna 711 Double Dye Skinny Lung 32 8810202G 0202 DOUBLE DYE, 31
American Apparel Tshirt Abbigliamento Uomo Rosso
Ungheria Kleinheisler 15Maglietta a maniche corte della squadra, colore rosso
oodji Ultra Donna TShirt Basic Pacco di 3 Grigio 2000M
Berry Vestito Maniche a 3/4 Donna grigio 46
Milk Moon Vintage Vestito Donna Light Blue
hotouch Vestaglia Kimono in raso Accappatoio Camicia da notte Negligee biancheria da notte pigiama set di seta Robe Pigiama Con Pizzo Floreale Champagne
Nike Hustle – Maglietta senza maniche per uomo negro black / black / black / white
YiYaDawn Vestito linea ad a Donna Rosso
Janisramone donne le signore Nuovo Lungo Manica di Santa natale Stampare Flared pattinatore Xmas Mini Swing Vestito Cima Gifts, Bells and Candy Xmas Swing Dress
MISS MLOY Donna Mutande Imbottite Boxer Push Up Glutei Nero/Nudo Nero
Settantallora Felpa Con Cappuccio KJ2557 Curva Nord Bari 12 Dodicesimo Uomo in Campo Rosso
KWay Cappotto Imbottito, Uomo BLUE DEPBLACK TORBA
Maglietta Maniche Corte Donna Landove T Shirt Ampio Vcollo Manica Corta Estive Tops Maglietta Spalle Scoperte Blusa Sexy Elegante Casual Bianco
VESTITO LUNGO ARMANI EXCHANGE ART 3ZYA07 YNBSZ Navy
JuJu Christine, Bolero da donna in satin per abito da sera nero 42
taglie comode a Maniche Lunghe Highwaist Empire Waist Floreale a Fiori a pieghe Midi Longuette Skater ALine Linea Ad A Svasato Vestito Abito Bianco

Interesse nazionale

 

778620 Bots Bots Camicia Uomo Manica Corta Cotone Fila Slub Button Down Normal Fit Marrone

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

loudelephant TINTURA SPACE Chunky Maglia di Lana Cardigan cappuccio giacca GRIGIO ARCOBALENO

Blog di Diego Fusaro

TOSKANA BRAUT Vestito linea ad a Donna uva

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Mexx Mx3020597 Women Tshirt Short Sleeve, TShirt Donna Mehrfarbig Sleet Melange 038 Negozio

B019IX3F4M

Mexx - Mx3020597 Women Tshirt Short Sleeve, T-Shirt Donna Mehrfarbig (Sleet Melange 038)

Mexx - Mx3020597 Women Tshirt Short Sleeve, T-Shirt Donna Mehrfarbig (Sleet Melange 038)
  • 67% Poliestere 33% Viscosa
Mexx - Mx3020597 Women Tshirt Short Sleeve, T-Shirt Donna Mehrfarbig (Sleet Melange 038)

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]