Pigiami Due Pezzi Donna Camicia Vestaglia di Raso/Pigiama Set Pink

La Filosofia e i suoi eroi

WanYang Donne Costumi da Bagno Uphostled Intero Pizzo Triangolo Superiore Fasciatura Bikini Set Grigio

Interesse nazionale

 

REALLION Set da yoga 3 pezzi da donna Tshirt reggiseno sportivo pantaloni sportivi Abbigliamento sportivo da palestra ad asciugatura rapida Grigio e nero

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

My Fashion Store Canotta donna BANG MULTIPRINT

Blog di Diego Fusaro


T Shirt Donna Idea Regalo di Natale Ok But Champagne Bianca L
Generic Coprispalle Donna Cream
Pantaloni per sala operatoria Rot
JACQUELINE de YONG Donna Maglieria/Tops jdyEbi Rosa chiaro
Pantaloni di lino Donna di Eddie Bauer Marrone
Lemon design Reggiseno sportivo Donna Nero
Abito vintage Donna Senza Spalline Vestito Pizzo Floreale Elegante Abiti da sera Cerimonia Slim Manica Corta Vestit Dress for party Multicolori VINO ROSSO
Raivar Copricostume donna White
JACK JONES Uomo Maglieria/TShirt jorRenaissance Rosso
Undercover Camicia da notte Donna Pink
DaBag Donna Jeans Relaxed Pantaloni Ragazza relaxed Vita Alta Flare Pantalone Elegante Straight Pants Diviso su Entrambi i Lati Blu
N4072H Hoodie Female anatomy gift Nero Giallo
Mini Gonna Daylight Awaits Banned Viola Black
MISMXC Pigiama due pezzi Donna Black
LPB Woman, Felpa Donna Rouge Raisin
Donne Camicetta Manica Corta Della Spalla di Modo Stampata Floreale Camicetta T Shirt Rosso
Varsani Clothing Vestaglia donna Navy blue
3X LEGGINGS FELPATI DA UOMO PER UN COMFORT E CALORE GIORNALIERO TERMICI LR810
Musclealive Uomo Culturismo Concorrenza Posing Tronco nylon e spandex Style ABlue
Vimans Vestito linea ad a Donna Rosso
terance kole Felpa Uomo Verde
Napapijri occasioni NAPAPIJRI PIUMINO UOMO AERONS HOOD BORDEAUX R82 N0YGNPR82 Bordeaux
Salewa Antelao Ptc W Fz Felpa verde cedar green/8670
TOSKANA BRAUT Vestito Sera Donna viola 50
Cat Belle Copricostume Mare Donna 100 Cotone Tinta Unita Nero
Cyprime Uomo Maglieria / Felpa con cappuccio Manganese Blu
YiLianDa Pantaloni Zampa Elefante Donna Slim Fit Stretch OL Temperamento Ladies Pantaloni Blu
Nuova Donna, colore nero con gemma TimandoGirocollo a manica corta con collo buco zucchero Crisp donna, alla moda
Magic Zone Maglia a manica lunga Donna Blue
Donna Elegante E 3 / 4 Manica Polo Collare Tagliata Midi Ufficio Vestito Con Cintura apricot
Vero Moda Vmeigthy Seven Ls Sweat, Felpa Donna Grigio Light Grey Melange Printfront Print Est In 1987
Dolamen Donna Pantaloni da Nuoto Gonna, Costumi da bagno Donna Pantaloncini Bikini Costume intero moda da bagno Shorts Swimwear Costume Mare Blu
HKdiy Its A Beaut Clark Custom Mens Classic Hoodie Black
Joe Browns Giacca Donna
Kustom Kit Camicia a Maniche Corte Uomo Bianco
Tomwell Vestiti da Donna Manica Lunga Senza Spalline Mini Abito a maglia Party Club Cocktail Vestiti con Cintura Arancia

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Tshirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018

B07B49Q8R6

T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018

T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018
  • 100% Cotone
T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018 T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018 T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018 T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018 T-shirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]