BOLF giacca mezza stagione – Con cappuccio – Chiusa a zip – Mimetica – Di moda – Stile quotidiano – Da uomo 4D4 BluAK65

La Filosofia e i suoi eroi

SIMYJOY Unisex KPOP Young Forever BTS Maglietta Cool Hip Pop Top per Uomo Donna Teen blu 93 suga

Interesse nazionale

 

Vimans Vestito linea ad a Donna Grigio

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

Auykoop Felpa con cappuccio Donna Grey

Blog di Diego Fusaro


Balandi Tshirt Basic Maniche a 3/4 Uomo Grigio
Ouvin Giacca impermeabile Donna Blue
The North Face T93BNY11P Felpe Uomo Porcelain green/blu
Indiano Designertunica per Donne Kurti – Kurtis – cotone viskosetops Luxury per donne cardo
KOLY Donna Stampa spiaggia Bikini a patchwork da bagno Costumi push up Costume da bagno Donna PushUp Reggiseno imbottito Bikini Set Costumi da bagno Beachwear Mare Costume Estate Sexy Blu
Minetom Donna Estate Sexy Manica Lunga Fionda Intorno Al Collo Una Maglietta Senza Spalline Chiffon Camicetta Bluse Shirts Tops Rose Rosso
Eterna long sleeve Shirt COMFORT FIT Twill checked Verde/Blu
Toscana sposa elegante completamente a forma di cuore kraftool stanotte vestiti lunga Chiffon sposa giovane a lungo Party Ball Bete vestimento Blu
Generic – Vestito Halter vintage Swing abiti, Purple
Vimans Vestito linea ad a Donna Light PurpleStyle 2 46
Giacchetto Donna Elegante Colore Rosso con Cappuccio Removibile
JADE Camicia da notte / Negligé / Intimo notte da donna / Biancheria da notte da collezione Sophie Bernard Collection Feel at ease Rosso
GTKC senza Spalline Casual Bat Sleeve Pullover a Maglia Top Maglieria Nero
Puma, Felpa con cappuccio Uomo Fun Graphic, Grigio Medium Gray Heather, S Grigio Medium Gray Heather
Obbsession Poncho Cappotto donna Black 5 in 1
GildanCamicia da uomo, Performance t Texas Orange
Body Donna Collo Alto Felpato Maniche Lunghe Basic Body Tops Bodywear Tutine Bodysuit Giallo
New Look Ida Ethnic Tassle Trim Smock, Vestito Donna Black Black Pattern
KOH KOH® Da Donna Mini abito elegante da damigella da sera allaltezza del ginocchio con scollo a V Midi abito Grigio scuro
Marc OPolo, Vestito Donna Nero black 990
Tshirt odio essere così sexi ma sono un agente immobiliare e non posso farci nulla Tutte le taglie by tshirteria Nero
Donna Camicetta Maglietta Tshirt con Maniche Lunghe Maglia Blusa V Collo Albicocca
JAEDEN Donne Manica lunga Vcollo Chiffon Lungo Abito da sera Abito da festa Sirena Vestito per la madre della sposa Champagne
Minetom Donna Estiva Vintage Pois Collo V Senza Maniche Halterneck Maxi Vestito Elegante Polka Dots Lunga Abito Dress Borgogna
Next Level Tshirt Donna Sabbia
Tim and Ted Livello 18 sbloccato il regalo di compleanno per i giocatori Anni TShirt Da Donna
Susa, Reggiseno Donna weiß 003
qingdaodeyangguo T Shirt For Women Design Polar Bear and Penguin Shirt Yellow
Gonna donna Hula Islander Fashions con fiori 80cm Abito da donna LUAU fancy dress hawaiian Yellow Hula Skirt
Minetom Donna Elegante Manica Lunga Camicia Maglie Allentato Floreale Pizzo Camicetta Casuale Moda Tshirt Sottile Tops Nero
Tomwell Vestiti da Donna Manica Lunga Senza Spalline Mini Abito a maglia Party Club Cocktail Vestiti con Cintura Arancia
Felpa con cappuccio One piece Crew Whitebeard cartoon cartoni in cotone by Fashwork Nero
Hasuit Pantaloncini sportivi Uomo White
oodji Ultra Donna Maglia Lupetto a Righe con Maniche a 3/4 Nero 2930S
Tshirt Compleanno Happy 48th birthday see you soon Buon 48esimo compleanno ci vediamo presto jesus humor idea regalo in cotone Grigio
Camicetta casual in chiffon a maniche lunghe con stampa a maniche lunghe

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Vince Camuto uomo camicia per completo Black

B072LKJF37

Vince Camuto uomo camicia per completo Black

Vince Camuto uomo camicia per completo Black
  • Quantità per pacco: 1
Vince Camuto uomo camicia per completo Black Vince Camuto uomo camicia per completo Black Vince Camuto uomo camicia per completo Black

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]