Forever Dreaming Pigiama due pezzi Maniche lunghe Donna Blue Penguin

La Filosofia e i suoi eroi


Missdressy Vestito linea ad a Donna Nero
JunLong Maglia a manica lunga Donna White
Hanayome Gilet Uomo Grey
Donna Maglie Manica Corta Bling Magliette Paillettes T Shirt Bluse Camicetta Camicia Tops Trattamento
NiSeng Donna Maglione Lungo Vestito Corto Maniche Lunghe Alta Colletto Vestiti Maglia Autunno e Inverno Marina Militare
Le Donne Casual Senza Maniche Floreali Beachwear Dei Gilet Tunica Vestito Red
Merry Style Vestaglia per Donna MS558 Blu
Ivydressing Vestito linea ad a Donna Bianco
AnnaKaci donna Scintilla e Glitter Glow lustrini decorazione canottiera Top Rosso
XpoZed Moda Vestito Donna Totenkopf Aufdruck
Logoshirt Tshirt Basic Maniche corte Donna Blu
BE Jealous donna larga aderente Sorry My letto Needs Me Pj abito donne con Risvolto Maglietta Rose, Plus Size UK 20/22
Haroty Felpe con Cappuccio da Uomo Sweat Giacche Slim Casual Cotone Autunno Inverno Moda Sportive Manica Lunga Unicolor Fullzip Grigio chiaro
Minetom Donna Inverno Maglione Manica Lunga Crochet Rose Stampa Pullover Camicetta Maglioni a Maglia Nero Bianco
Mabel Intima Vestaglia Taglie dalla 3 alla 10 Blu chiaro e bianco
TOSKANA BRAUT Vestito Astuccio Donna Blau
TOP SHOP Lancellotti Roma Camicia Uomo Taglio Sartoriale 100 Cotone Taglia S COLOR JEANS
Sunvary Sweety Homecoming da Cocktail, Mini, senza spalline in pizzo, per vestiti Bianco
Motivi Blusa donna maniche corte a kimono, tessuto fluido effetto raso Italian size Nero
felpa con cappuccio humor I hate sushi tutte le taglie uomo donna S M L XL XXL maglietta by tshirteria nero
GRACE KARIN, Vestito Donna 1950 Vintage con allacciatura al collo di Cocktail 13
Nike, Gilet Sportivo Donna Rosso Bordeaux/Port Wine/Pink Nebula
Dsquared2 Jeans Donna S75LA0844S30342470 Cotone Blu
Ekouaer, pantaloni lunghi slim, leggings da donna elastici per yoga, sport, corsa, fitness, palestra Orange
Dickies S/Stght Work Pant, Pantaloni Sportivi Uomo Nero Rinsed Black
Ivydressing Vestito linea ad a Donna Cioccolato
SERAPHY Unisex BTS Felpa Felpe con cappuccio BTS Love Yourself Pullover girocollo super confortevole Suga Jin Jimin Jung Kook JHope RapMostro V nero94J HOPE
Felpa cappuccio Unisex LETS GET WEIRD DIVERTENTI iMage Bianca
Joe Browns Bold Twist Dress, Vestito Donna Blue Navy A
AVA Reggiseno per Donna 1161 Denim
Fruit Of The Loom Felpa con Cappuccio per Bambini Unisex Grigio
Shirtzshop T Shirt Awesome nero
Seidensticker Camicia classiche Basic Classico Uomo Grau
Zhhlaixing Buon tessuto Mens Autumn Winter Thick Vest Cotton Padded Fishing Vest Gift for Fathers Day Coffee
Vintage 50S Increspato Plus Size Costume Intero Costume Da Bagno Delle Donne Monokini Luce Albicocca
Missdressy Vestito Donna Blau

Interesse nazionale

 

YACUN Le Donne Matita Cocktail Party Estate Stampa Senza Maniche Vestito Mini White

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

Nümph Donna Pantaloni / Pantalone ginnico Cato Rosa chiaro

Blog di Diego Fusaro

Horbous Girls impermeabile lunga impermeabile Trent cappotto da donna con cappuccio a tesa larga per escursionismo arrampicata ciclismo sport nero/mezza trasparente, Black Black

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa

B0796X7711

next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa

next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa
  • next è il principale dettagliante britannico di abbigliamento con più di 700 negozi in tutto il mondo. next offre un grande stile qualità e rapporto qualità-prezzo con un tocco di moda contemporanea
  • Vestibilità Petite
  • 70% Cotone 30% Viscosa
next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa next Donna Abito Longuette Con Tasca Rosso Stampa

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]