Urban Classic Ladies Contrast Raglan Tee, TShirt Donna Mehrfarbig Black/Darkcamo 01308

La Filosofia e i suoi eroi

Felpa con cappuccio Ride your Skate Nero Oro

Interesse nazionale

 


Mambo Farting Dog Logo Mens Hooded Sweatshirt Heather Grey
Signora Flanella Inverno Camicia Da Notte Più Spesso E Più A Lungo Caldo Velluto Corallo Accappatoio Grande Servizio A Domicilio Allentato Bianco / Viola / Blu / Rosa Blue
Whoinshop Vestito Sera Senza maniche Donna Bianco
Whoinshop Vestito skater Maniche corte Donna Gingerish
GSTAR RAW Jiling Straight R T Wmn L/S, Maglia a Maniche Lunghe Donna Nero Black 990
HJL Da donna Sensuale Indumenti da notteSexy Di pizzo Solidi , blushing pink , onesize blushing pink
Koucla Vestito Donna Beige
Vimans Vestito linea ad a Donna rosso 46
Seidensticker Camicia classiche Basic Classico Uomo Grau
Starter – Bermuda Multibolazulmarino txxl
Angies Glamour Fashion Gonna Donna Panna
Juqilu Camicetta da donna Camicia Casual Tinta unita Girocollo manica lunga Maglia Tunica Donna Tops vestito Marina Militare
Summer Sunscreen guida guidata Cool Chiffon Scialle Sunblock Maniche lunghe braccio High Factor Sun Protettivo Anti UV Sciarpe Beach Wrap Copertura Bikini Grigio
TOSKANA BRAUT Vestito Sera Donna Tinte Blau
Tshirt manica corta Unisex Rick and Morty By Bikerella NERO/COLOR
ANLKYIQI Signore a maniche lunghe maglione casuale di modo solido di colore sezione lunga Large Size Cardigan Jacket 4 colori 4 formati Red
TIARA GALIANO Pezzo sotto bikini donna Coral
adidas Ess Lin Sweat, Felpa Donna Grigio brgrin
iTaLdESiGn Pantaloni Attillata Donna Dunkelblau
DYSS Donna Corto Sottoveste Organza Sottovesti scivola Danza Gonna Tutu Lavanda
DELEY Donna Accappatoio Kimono in Raso Vestaglia da Notte Esotici Pavone Fiori Lunga Sleepwear Con Tasche Pigiameria Blu Royal
LEvifun Donna Maglietta Casuale Sexy Patchwork di Pizzo Manica Lunga Senza Schienale Bendare Camicia Top Camicetta Nero
Le Donne In Costume Da Bagno Un Uncinetto Lace Tunica Vestito Net Beach Bikini Coprire Black
Hurley, Giacca per le mezze stagioni Coastal Rosso Team Red
Momola Maglia a manica lunga Moda Maniche lunghe Donna Blue
StyleDome Donna Vestito Mini Corto Magliette Maniche Corte Vcollo Tshirt Camicetta Moda Formale Nero
Henbury Ladies Cotton Shirt, Polo Donna Rosa
James Nicholson – Workwear felpa felpe, Uomo, Workwear Sweat, nero, L
Puma adulti Fusion Cropped 7/8 Felpa Shirt, Golden Poppy, XXL
Imperial Pantalone Donna P3728SXD47 Marrone
Russell Polo Manica Corta Classica Donna Cactus
PIGIAMA DONNA MANICA CORTA PANTALONE LUNGO 812248 PATRIZIA GLICINE
Charmley Felpa Maniche lunghe Donna Green
Gilet Donna Tokyo Laundry Donna Dorso A Vogatore Top Senza Maniche Spiaggia Gym Estate Nuovo Giallo 3V3950
Minetom Donna Cardigan Asimmetrico In Maglia Cappotti Dal Cappotto Lungo Giacca Felpe Parka Autunno Inverno Elegante Outwear Rose
oodji Collection Donna Abito in Chiffon con Decorazioni su Cintura Rosso 4500N

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

VESSOS Maglia a manica lunga Donna Couleur 2

Blog di Diego Fusaro

XWXW Il Manicotto Trasversale a Forma Di Vernice a Forma Di V Manicotto a Forma Di Vernice, a Forma Di Vernice, È In Perfetta Flessibilità Black

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Candy Floss Fashion Gonna Donna Caffè Quanto costa

B00JNNWD1O

Candy Floss Fashion - Gonna - Donna Caffè

Candy Floss Fashion -  Gonna  - Donna Caffè
  • Casual
  • Stretch Bodycon
  • 95% Poliesteree 5% Elastam
  • 95% poliestere 5% Elastan
  • Lunghezza totale: 711 cm (circa)
  • 8/10/12/14/16/18/20/22
Candy Floss Fashion -  Gonna  - Donna Caffè

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]