BCBG Maglietta, donna Blu Bleu Spctrumblu
Sunvary ALine VNeckline vestito da sera con Capsleeves Gowns Purple
Hummel, Giacca da allenamento Uomo Stay Authentic Blu True Blue
Sunvary moderno, per damigella donore Abito da Cocktail, Mini, senza spalline Abito Black
Felpa con cappuccio Vivo in Italia ma le mie radici sono svizzere Italy Svizzera humor idea regalo in cotone Bianco
Insanity Canotta donna Disco Galaxy
Moollyfox Donna Abito a Manica 3/4 Estivo Vestito Scollo A V Molto Femminile Viola
YiJee Donna Traspirante Yoga TShirt Manica Lunga Fitness Jogging Compressione Grigio
llpxcc biancheria intima termica traspirante da donna abbigliamento Sau, Green beans, F Beige
Salomon Elemental Giacca, Uomo Blu Union Blue
Sunvary in Chiffon con decorazioni rosso da sera, abiti da damigella donore Red
Broadroot allattamento reggiseno in acciaio anello free cotone maternità Bras Dots intimo As the Picture Shows 90C
ALPHA B205BE553
oodji Ultra Donna Abito in Maglia con Decorazione in Paillettes Rosa 4391P
LAUREN VIDAL Maglia a manica lunga Donna Sable
Merry Style Abito per Donna MSSE0006 Rosso
Banned Gonna Donna Rosso
Tshirt lunga da donna ideale per il premaman Inspiraespiraun corno tshirt simpatiche e divertenti humor Grigio
Jenny Lloyd Maglia a manica lunga Donna
YiYaDawn Vestito linea ad a Donna Porpora 44
Moda La Camicia A Maniche Lunghe Giacca Cappotto Stampa Semplice Camicia Pink
DC Comics Felpa, Manica lunga, Uomo bianco White
Roy Robson Shape, Giacca Uomo Blau Hellblau 016
Le Donne Si Alto Vita Libero Fidanzato Jeans Jeans Blue
Ivydressing Vestito linea ad a Donna Orangerosa
Donne Felpa Cappotto Chiusura a Cerniera Caldo Hoodie Trench Coat Hoody Casual Lunga Giacca Marina Militare
Kword Donne Bikini Set A Vita Alta Costumi Da Bagno PushUp Costume Da Bagno Set Di Balneazione Pacchetto vacanze alle Hawaii Sexy Swimwear Bikini Blu
PIGEON Lingerie Pigiama Due Pezzi Donna Con Giacca a Manica Lunga e Pantaloni 3/4 Lunghi in Confezione Regalo P567/2
2 paia Mutandine Post Parto Donna Slip Mutande Contenitive Dimagrante Shaper Corpo Corsetto Bustino Addome Intimo Modellante 1beige1nero
ESPRIT 027ee1b033, Jeans Donna Blu Blue Medium Wash
Xing Lin Felpe Con Cappuccio Molla Per Lo Sport Ed Il Tempo Libero Lettere Di Copertura Manica Lunga Incantesimo Diritta Colore SemiColletto Alto Panno Patch Maglione Donne The Wizard of Oz
Tim and Ted Sei inutile, matematica Geek Humor Nerdy divertente Forme geometriche TShirt Da Donna
TriAction Reggiseno sportivo Donna Weiß WHITE 03
La Petite Française Reine, Vestito Donna Blu Marine
Coppia di Tshirt Mamma Bambino Idea Regalo di Natale Elfi Family Bianche Maschietto Donna L Bimbo 911 Anni
Dangerous DNGRS Uomo Maglieria / Felpa con cappuccio Race City Esteban Grigio

La Filosofia e i suoi eroi

JACQUELINE de YONG Donna Abiti / Abito jdyNAncy 3/4 Lace Nero

Interesse nazionale

 

Fashion Vestito Astuccio Donna Rosso

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

Le Donne Eleganti Intorno Al Collo E 3 / 4 Colorblock Tunica A Maniche Vestito Black

Blog di Diego Fusaro

Fremont And Harris Tuta da ginnastica Attillata Uomo Hoody Grey

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Wedding Lady Gonna in tulle da donna, lunga al ginocchio, con fiocco, per abito nuziale Light Orange Esplorare Alla moda Sconto Ordine Ufficiale i più nuovi

B01HZ2ANCK

Wedding Lady - Gonna in tulle da donna, lunga al ginocchio, con fiocco, per abito nuziale Light Orange

Wedding Lady - Gonna in tulle da donna, lunga al ginocchio, con fiocco, per abito nuziale Light Orange
  • Made in China
  • Inviaci circa una settimana per rendere la gonna.
  • Tulle
  • Vi preghiamo di comunicarci il vostro formato della vita e la lunghezza dalla vita al tuo ginocchio dopo avere effettuato l' ordine.
  • Qualsiasi domanda non esitate a contattarci via e-mail.
Wedding Lady - Gonna in tulle da donna, lunga al ginocchio, con fiocco, per abito nuziale Light Orange

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]