Calida Suzan, Camicia da Notte Donna Blau Lava Blue 477

La Filosofia e i suoi eroi

Mat 909/1 Kaja fantastico reggiseno tipo pushup con spalline regolabili in modi diversi Nero

Interesse nazionale

 

Olsen TShirt Donna Red Rot Red Maple 20123St

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 


Erima, Club 1900 20 maglietta da donna rouge/noir
Abbino CG003 Maglione Ragazze Donne Multiplo Colori Mezza Collezione Transizione Autunno Inverno Maglia Moda Tendenza Elegante Flessibile Giovane Delicato Fascino Leggero Tenerezza Saldi Panna Art 2787
Donna Vestaglie Scollo a V Kimono Corto da Notte in Raso Con Cintura Pavone Raso Fiore Pigiama Viola
iTaLdESiGn Pantaloni Attillata Donna Marrone
SERAPHY BTS Felpe con cappuccio girocollo Bangtan Boys Felpa per uomini e donne Suga Jin Jimin Jung Kook JHope RapMostro V Grigio92JIN
Joma Torso abbigliamento terra Jacket Men NEGRO
YiYaDawn Vestito linea ad a Donna Blu chiaro
Opus Sonna, TShirt Donna Nero Black 900
Puma Ess No1 Tee, Maglietta Uomo nrgy yellowBlack
sOliver TShirt Donna mellow rose 4257
CARHARTT W TRAPPER PARKA WALL BLACK S
Mavi Printed Tee, TShirt Donna Blanc white 620
GoVIA Leggings Donne pantaloni di corsa Mesh con inserti in rete Fitness Yoga pantaloncini sportivi 4101 Rosa
Champion Classic Tee – Maglietta da uomo, Grigio 2113892
Donne Sporting Leggings Quick Dry Elastico Della Mutanda Workout Leggings Pantaloni Di Fitness Per Le Donne Abbigliamento Sportivo Estate Sporter Scarni Donne Leggings Morwind Nero
AVA Mutandine per Donna 1117 Rosa
Xing Lin Felpa Con Cappuccio Per Uomo E Donna Nuova Giacca Con Cappuccio Da Donna Primavera Maglione Dark green 4770
AmazingDays Maglia a Manica Lunga Monospalla Donna Rosso
Marc OPolo Polo Donna Elfenbein Raw Wool 154
Jupiter Camicia classiche Basic Maniche lunghe Uomo uni grau
SAMOON Blue Monday, Cardigan Donna Blau BLEACH BLUE BiColour 807701
Lavecchia Camicia classiche Uomo
CeRui Felpa bicolore con Maniche a Raglan Nero rosso
Great Plains Kitten Play Waist Tie Dress, Vestito Donna Black
Tommy Hilfiger Piumino Corto Biker Colore Blu Taglia L
Iron Fist Fringe Muscle Top CREE per il latte
Costume da bagno Pantaloncino Banana Moon Keebeach Kea Bleu Turchese Blu
Pioneer Sally, Mutande Donna Rot Cayenne Pepper Cold Dyed 878
Felpa Donna Koly Top donna di moda Camicetta manica lunga Camicia rossa a collo rotondo Tshirt casual stampata Black
Classic Semplice Casual Cappotto Favolosa Giacca Lunga Da Donna Cachi
aQuarilla Costume da Bagno Intero per Donna Modena Fiordaliso
Vestiti retro 50s, VERNASSA Vintage 3/4 manicotto Audrey Retro vestito di swing vestito da cocktail del cocktail del partito casuale retro 1950s, multicolore, S4XL 1335Stripe Nero
Gerry Weber, Mutande Donna Schwarz Black Black Denim 12800
Donna Slim Fit Camicetta Maglietta Collo Rotondo Manica Lunga Stampata Floreale Tops Shirt Blu
Gildan Softstyle Ringspun TShirt Blu scuro mélange
REDRUM Pantaloni sportivi Uomo Grau

Blog di Diego Fusaro

Marikoo Vanilla Giacca invernale da donna Rosa

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


SG Polo Maniche Corte Donna Grigio

B00B69EPKA

SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio

SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio
  • Polo con due bottoncini frontali e bordini a costine.
  • Tessuto: 100% Cotone ringspun.
  • 100% Cotone
  • Taglie petto: XS (76-81cm) S (81-86cm) M (86-91cm) L (91-96cm) XL (96-102cm) XXL (102-112cm).
  • Compreso un bottone di scorta.
SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio SG - Polo Maniche Corte - Donna Grigio

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]