Fletion Leggings sportivi donna Kaffee

La Filosofia e i suoi eroi

Maglia Donna Anis L Nero 766241 Autunno Inverno 2017/18

Interesse nazionale

 

Camicia Grigia Cotone Collo Coreana Pois Abbigliamento Moda Uomo

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 


Great Plains Cubist Wave Asymetric Dress, Vestito Donna White Black Combo
EmilyLe Donna Retro Twist Bikini a fascia imbottita Push up Costume intero costume da bagno beachwear Rosso
Tela a manica lunga tshirt 3150 – Small – colore grigio scuro
HJL Completi Indumenti da notte Rayon NylonSexy Retrò Jacquard , purple , onesize purple
Seobeam, pantaloncini a vita bassa da sport, corsa, tavola 2866 Black
Scollo tondo manica 3/4 Rosso BC I migliori collegamenti di heine
Leader of the Beauty Abito Uomo Style 1
Nuova gonna da donna giallo GENIE Style Maxi cover Up Swimwear Beachwear estate taglia 8 – 12
Anil Lingerie Body Donna Nero
American Apparel Canotta Uomo Sunshine XSmall
Be Jealous Vestito Maniche lunghe Donna Black
PZJ® Donne Camicetta, Tshirt Donna Donne Estivi elegante Canotta Senza Maniche Camicetta Casual Tops Maglietta nero
Felpa con cappuccio Game of Thrones Valyria Il trono di spade serie tv GOT7 in cotone Nero
Camicie Chiffon Donna T Shirt Spalle Scoperte Maglie A Manica Lunga Blusa Elegante Top Ragazza Tumblr Tinta Unita – Landove Nero
Oyedens Taglia Grossa Maglietta TShirt Da Donna Casual Manica Lunga OCollo Sciolto Abbigliamento Donna Camicetta Moda Tops Plus Size Verde
Maglione Incappucciato A Maniche Lunghe Da Donna Studente Slim Cappotti Red Rose
ivyd ressing Damen onirico pietre a della linea lungo Prom abito chiffon Tulle Party vestito abito da sera Rosa
Toni Belmonte Cs, Jeans Donna Black black 089
Ivydressing Vestito linea ad a Donna Bianco
sOliver 04899734752, Jeans Skinny Donna, Violett Dazzling Pink 4561, W44
Sefilko Poncho Cappotto donna Grey
Happy LilyVita alta, ampia pantaloncino corto Palazzo Bell BottomPantaloni da Yoga Nero
TOM TAILOR Slim Carrie With Zips, Pantaloni Donna Nero Black
Medievale Rock, lontano svasato, blackout pesante Cotone Medioevo, GRV, Vichingo L
Farah Elm Chino, Pantaloni Uomo Military Green
Columbia Zero Rules Short Sleeve Maglietta, Uomo Black
Settantallora Felpa Con Cappuccio KE06 Stop Blood For Oil Nero
Joma – Polo Terra BlancoRoyal M/C Woman per Donna WHITERED
CMP , Maglietta a maniche corte Uomo Blu Ottanio
21FASHION Tuta da ginnastica Donna Light Grey
Gonna termica corta a vita alta FRENZY doppio jersey caldo e avvolgente taglio svasato MEDIA WAVE store Taglia L/XL, Blu
Armani Jeans Camicia Casual Maniche lunghe Uomo
BOBORA Donna Top corto intimo cinturino reggiseno sportivi Yoga cotone gilet reggiseno A1
Salewa Fanes Tw Clt W Jkt, Giacca per Escursionismo, Trekking e da Viaggio Donna Nero
Gildan Ultra Cotton TShirt Colour Black, Size XL
Ivydressing Vestito linea ad a Donna Anguria

Blog di Diego Fusaro

Jeans Levis 712 Runoff Blu

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


Toocool Pantaloni donna harem cavallo basso portafoglio fitness casual nuovi AS1720 Blu elettrico

B079Z4JHJW

Toocool - Pantaloni donna harem cavallo basso portafoglio fitness casual nuovi AS-1720 Blu elettrico

Toocool - Pantaloni donna harem cavallo basso portafoglio fitness casual nuovi AS-1720 Blu elettrico
  • Taglia unica (veste S/M 38-42 italiana)
  • 95% Cotone 5% Elastan
  • bassa
  • Chiusura: Coulisse
  • Harem
Toocool - Pantaloni donna harem cavallo basso portafoglio fitness casual nuovi AS-1720 Blu elettrico Toocool - Pantaloni donna harem cavallo basso portafoglio fitness casual nuovi AS-1720 Blu elettrico

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]