Cream Jillian Sofie Pant, Pantaloni Donna Grau Light Grey Melange 50013

La Filosofia e i suoi eroi


PIECES Pcholly SS TShirt Noos, TShirt Donna Nero Black
Superdry Uomo Felpa con Zip arancione con etichetta arancione, Nero Nero
Triumph Flower Passione W, Reggiseno Donna Beige Warm Stone
Dangerous DNGRS Uomo Maglieria / Felpa con cappuccio Wildstyle Nero
Tshirt Uomo Carlsberg S Bianco Cbu2904 Primavera Estate 2018
Everlast Uomo Boston Print Felpa con Cappuccio Nero Marl
Generic Vestito linea ad a Senza maniche Donna Royal
QPALZM La Signora Autunno Caldo E Pigiama Di Flanella Dinverno Stampa Gray
TOSKANA BRAUT Vestito linea ad a Donna
Tim and Ted Le sirene non hanno spazio tra le cosce della coda della sirena corpo Fantasy TShirt Da Donna
Harriton M353WMaglietta sportiva da donna in tessuto Charcoal
BeautyEmily Abito da sposa Reggiseno a fascia Senza maniche Donna Viola
Iris Lilly Perizoma Sportivo in Cotone Donna, Pacco da 2 Nero Black
Haroty Felpe con Cappuccio da Uomo Sweat Giacche Slim Casual Cotone Autunno Inverno Moda Sportive Manica Lunga Unicolor Fullzip Grigio chiaro
MEXX Pantaloni, uomo Grigio Grau 022
Mascot caribien felpa L, Nero, 00784 – 280 – 09
Sloggi Slo S Serenity Bralette, Corsetto Donna Avorio Angora Pb
TShirt LAMPADINA STRANGER THINGS SERIE TV by iMage Nera
Saxophone Big Print saxofon saxofonist T Shirt S – XXXL arancione
Blend She sweatshirt Darlis with logo for women Light Grey Melange
BLEND SHE Ninja Maglione da Donna, tagliaXL, coloreCharcoal 70818
Under Armour – Maglietta Freedom Bfl tshirt, Uomo, Carbon Heather/White, XXXLarge
Champion, pantaloncini da jogging
next Donna Abito longuette plissettato Grigio
Gemsli Sottoveste Donna 37 inches White
AILIENT Donna Elegante Maglietta Maglie Girocollo Manica Lunga Maniche Maglia Camicie Slim T Shirt Elastico Blouse Eleganti Tops Orange
Alpha Industries Jacke MA1 SF Wmn sagegreen
Izas GstaadPantaloni da trekking da uomo blu scuro
YiLianDa Donna Di Lana Inverno Fashion Midi Gonna A Coda Di Pesce A Vita Alta Del Ginocchio Gonna Vino Rosso
Le Donne Non Collare Piena Tira Su Packable Ultra Leggeri Inverno Giubbotto In Cappotto Trapuntato White
AILIENT Casual Donna Canotta Top Senza Maniche Maglietta Blusa Sexy Irregolare Camicetta Bluse Tinta Unita Purple
Per donna per collo di tartaruga sulla parte superiore e Polo a maniche lunghe per Vino
Naughtyspicy pigiama da donna / pigiama di stampa carina di cartone animato / completo di primavera e autunno Rosa / Orso polare
Stardust Vestaglia Morbida in Coral
Giubbotto Donna WOOLRICH WWCPS1446 CN02 Ws arctic parka Autunno Inverno 2017 Nero XL Nero
Donne Yoga Danza Sport E Casuale Pantaloni Larghi Del Piedino Corno Pantaloni Rosso

Interesse nazionale

 

YiYaDawn Vestito linea ad a Donna Blu reale

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

JACK JONES, Blu Uomo Blu Denim

Blog di Diego Fusaro

Merry Style Poncho per Donna MSSE0020 Verde scuro

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


MichaelaxFashionTrade Camicia classiche Basic Classico Maniche lunghe Uomo Anthrazit 79

B06XKD5B1Z

Michaelax-Fashion-Trade - Camicia classiche - Basic - Classico - Maniche lunghe - Uomo Anthrazit (79)

Michaelax-Fashion-Trade -  Camicia classiche  - Basic - Classico  - Maniche lunghe  - Uomo Anthrazit (79)
  • Cotone
  • Chiusura: abbottonato
  • Lavabile in lavatrice
  • Stile scollo: Classico
  • Manica lunga
Michaelax-Fashion-Trade -  Camicia classiche  - Basic - Classico  - Maniche lunghe  - Uomo Anthrazit (79)

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]