KRISP® Top Donne Pieghe Collo a Giro Chiusura sul Retro Jersey Elegante Caffè

La Filosofia e i suoi eroi

oodji Ultra Donna Maglia Lupetto a Righe con Maniche a 3/4 Nero 2930S

Interesse nazionale

 

PUMA pant burn out DONNA PANTALONI SPORTIVI Nero

«Quanto manca alla vetta?»
«Tu sali e non pensarci».
[F. Nietzsche, La gaia scienza ]

 

Vogstyle Donna Estivi Gonna Pantalone Larga Stile1 Nero

Blog di Diego Fusaro


ZLR Pigiama da donna Dolce maglia in puro cotone Sleep Robe a maniche lunghe Sexy Home Abbigliamento Accappatoio Colore AL Am
BEAULOOK Coprispalle Donna Teal
Mupoduvos Le Donne Casuale Tiro Manica Top Floreali In Camicetta T Shirt Taglia Alta Tee Black
RJ Thermo Cool Black Ladies Longsleeve Top Lace 33006
oodji Ultra Donna Felpa in Cotone con Stampa Grigio 2029Z
Errea MILTON GIUBBINO AD,Rosso/Bianco Size XL
Jack Wolfskin Gonna da donna Liberty Skirt blu notte
Henbury coolplus®Polo da donna, taglia S, colore carbone
Donna Autunno Inverno Felpe Con Cappuccio Colori Misti Sport Pullover Hoodies Casuale Camicia Maglie A Manica Lunga Tops Verde
Felpa cappuccio Unisex SOLO I MIGLIORI DIVENTANO FIORAI DIVERTENTE iMage Grigio
Donne Reggiseno imbottito Top Athletic Vest Palestra Fitness Sport Yoga Stretch Nero
Mini Gonna Daylight Awaits Banned Viola Black
Queen Tokyo Japan Top donna nero Nero
Dickies Pantaloncini con Tasche Laterali Uomo Nero
Angies Glamour Fashion Vestito Donna Schwarz/Gemustert
Himozoo Body Donna
Donna Manica Lunga Pullover con Cappuccio Felpa Shirt Casual con Cerniera Polsino Caffè chiaro
Björnson Giacca Uomo Grau
iBaste Pelliccia Pelo Donna Corto Gilet Elegante Cappotto Cuciture Irregolari Giacca in Finta Pelliccia di Volpe Grigio
Nuovo da donna elasticizzato Contrasto Strato Cowl Neck Tops 16 – 26 Teal
Puma, Pantaloni da allenamento Ess Cl 831811 Nero Black
LEvifun Donna Estate Chiffon Strisce Spesse Camicia Blusa Sexy VCollo Maglia Manica Lunga Casual Elegante TShirt Tops Camicetta LaceUp Blue
HANITA Blusa Donna L Verde Lime Hm16492061 Primavera Estate 2018
AILIENT Donna Casuale Maglietta Stampata Lettera Sciolto Manica Lunga VCollo Allentato Camicetta Patchwork TShirt Tops Sportivo Red
Uomo Tinta Unita Sottile Gentiluomo Casual Giacca Senza Maniche Tuta Gilet Nero
Oui TShirt Donna Rose and grey
dmarkevous Canotta Straight Donna Beige
Home ware outlet Tuta da ginnastica Maniche lunghe Donna Mocha
Toscana sposa sweet Heart Chiffon sposa giovane a lungo a forma di cuore per una serata vestimento unampia Party ball vestimento Blu Royal
Paper Dolls H5879S1A, Vestito Donna Multicolore Black/Beige/Khaki
Tshirt team instinct lets go pokemon go trainer istruttore in cotone by Fashwork Rosso
ETERNA long sleeve Shirt MODERN FIT Fancy weave structured Blu
loudelephant Chunky Maglia di Lana Cardigan cappuccio Giacca bicolore marrone grigio giallastro
Sunvary Gorgeous ALine strass Sweetheart Quinceanera satinato, GownsCartamodello per abiti da ballo Apple Green
2TWO Jearly, Top Donna Carne Off White
Under Armour Boys UA classica a maniche corte Royal/White

Istituto Alti Studi
Strategici e Politici


MilTec Elmetto militare Tactical Nero nero

B005O07W0W

Mil-Tec - Elmetto militare Tactical Nero - nero

Mil-Tec - Elmetto militare Tactical Nero - nero
  • 'Per adattarsi al petto (consigliato): S 37 -40 M 39 -42 L 40 -43 XL 43 -46 XXL 45 -48 3 x l 47 -50 
  • Chiudere Shirt attillati di UBACS leggero progettato per essere indossato sotto i sistemi di armatura di corpo e giubbotti assalto
  • Zip anteriore. Cerniera vicino tasca su ogni manica con Velcro su anteriore
  • Rinforzi gomito su ogni braccio. Polsini regolabili con velcro. Tasche con chiusura in velcro per imbottitura
  • Corpo: 100% poliestere. Maniche: 100% cotone Ripstop
Mil-Tec - Elmetto militare Tactical Nero - nero

                   

//        fusaro AT filosofico . net        //         IASSP - via Vittor Pisani 6, 20124 Milano         //

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e 1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”. 2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”. [...] 3 [206 a] [...] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io. 4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. [...]